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[it] Vediamoci su Facebook domenica mattina!

January 31, 2017

Parleremo del "CORO PRE-PARTO". Non è un errore ortografico. Il "coro pre-parto" è un'utopia nel suo nascere. Già testata da Michel Odent e le donne di Pithivier (l'ospedale dove lui era il primario) negli anni '70, è una pratica di corso pre-parto destrutturato e basato sul canto in cui le utenti e i fornitori di assistenza cantano all'unisono e creano relazioni - bonding.

 

"Mi chiedevo spesso (Odent, 1984) se le donne in gravidanza e i bambini nella pancia non potessero beneficiare di più dal venire da noi a cantare che non dal fare l'ennesimo esame prenatale. In altre parole, stavo tacitamente esplorando la funzione della gioia nel parto." 
- Michel Odent

 

Come sarebbe se prima di legarsi affettivamente alla sua creatura appena nata, la mamma potesse legare anche con chi la assisterà nella nascita? La creatura stessa potrebbe sentire le voci delle persone che la accoglieranno nelle loro mani (e sono tante: l'ostetrica, il ginecologo, il neonatologo, la puericultrice...) e rassicurarsi perché quelle persone saranno lì per lei o lui, serene, tranquille e amorevoli. Il team ospedaliero potrebbe rilasciare le tensioni dovute al duro lavoro e al peso della responsabilità e sentirsi parte di una comunità. Anche i medici e le ostetriche hanno bisogno di sentirsi amati. Il tutto, senza troppe parole, solo quelle piacevoli all'orecchio e alla pancia...

 

La recente ricerca ha dimostrato che il canto è benefico per la salute individuale e collettiva, crea il senso di comunità e aiuta nella gestione dello stress. In questo momento i benefici del canto non vengono applicati sistematicamente nell'assistenza alla nascita, ma presto lo saranno. Infatti, è appena stata finanziata una ricerca in Inghilterra dal nome "Sing the Blues" in cui si esploreranno scientificamente i benefici del canto nel "baby blues", la sindrome da stress post-traumatico dopo il parto. L'ipotesi è che il coro possa aiutare nel gestire la depressione post-parto.

 

Come fare per usare lo stesso metodo nella PREVENZIONE del "baby blues", magari proprio con il blues? Alcuni studi hanno dimostrato che è proprio questo genere musicale ad avere maggiori potenzialità nell'aiutare le persone affette da malattie come il Parkinson, l'Alzheimer e altre. 

 

 

Vi sembra un'utopia?

 

Parliamone domenica, 5 febbraio alle 10 di mattina. 

 

Da poco Facebook ha inserito la possibilità di trasmettere dal vivo direttamente dal proprio profilo. Ho pensato che era una buona opportunità e mi piacerebbe provarla con voi.

 

"La visione senza azione è solo un sogno. L’azione senza visione lascia il tempo che trova. La visione e l’azione possono cambiare il mondo."
- Joel A. Barker (futurologo che ha reso popolare il concetto del "cambio di paradigma")

 

 

 

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