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February 28, 2019

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[it] Tre racconti di un parto cantato: la mamma, l'ostetrica, la doula

 

(Genova, Singing Birth Workshop, We Love Moms, 3-4 Marzo 2017)

 

Il racconto di Selene, la mamma

 

Ciao Elena,

 

 

Dopo il workshop del 5-6 marzo 2017 con te a Genova, ho deciso di lasciare che gli insegnamenti appresi si depositassero in me, senza la mania del controllo che a volte mi prende, senza fare "i compiti a casa", ma lasciando che le cose fossero, semplicemente.

 

Ester Luce ha deciso di nascere il 31 marzo. Al mattino presto sono iniziate forti ma brevi contrazioni che però mi lasciavano fare tranquillamente tutto ciò che volevo. Dopo qualche ora ho raggiunto Adele, la mia ostetrica, in casa maternità. Abbiamo parlato, passeggiato, mangiato e scherzato fino alle 14,30 circa.

 

Le contrazioni andavano e venivano, ho percepito un cambiamento interno e ho capito che si stava preparando il collo dell'utero. Alla visita, infatti, risultava centrale e dilatato di 3 cm. Ma sentivo poco fuoco dentro, e allora abbiamo ballato la pizzica. Un ballo liberatorio e magico, per lasciarsi andare completamente. E pian piano quelle contrazioni sono diventate più forti. Allora ho ricordato le tue parole “misura le contrazioni usando le battute della tua canzone preferita”. E ho iniziato a cantare anch'io. Non potevo non cantare, era più forte di me. Stavo in piedi, ondeggiavo, e quando sentivo salire l'onda iniziavo a cantare il mio mantra preferito, Om Asatoma:

 

 

Om Asatoma Sadgamaya

Portami dalla falsità alla verità
Tamasoma Jyotir gamaya

Portami dall'oscurità alla luce
Mrityorma Amri-tam-gamaya
Dalla morte all'immortalità

 

 

 

 

Cantavo il mio mantra e superavo l'onda, ma ad ogni onda riuscivo a cantar meno consonanti prima di arrivare a quella lunga AAAAAAAA che lasciava andare ogni fibra del mio corpo alla forza dell'onda, senza alcuna resistenza.

 

È durato poco il mio travaglio, un paio d'ore. Fin quasi alla fine ero insieme a mia figlia, lei cantava con me, con gioia, mentre lanciava fiori nella vasca che stava lentamente riempiendosi d'acqua calda per accoglierci nella fase finale. Il fuoco si era acceso e tutto andava veloce, tanto che verso la fine non vedevo l'ora di trovare sollievo nell'acqua, che mitigasse un po' quelle onde impetuose ma mai violente. Sono state tre le onde finali, e la mia Ester Luce è nata, ancora accompagnata da un canto che alla fine era solo una vocale.


Io ti ringrazio, non avrei potuto sperare in un parto migliore. Per me, perché l'ho vissuto e goduto fino in fondo, e sono uscita dall'acqua, con la mia creatura in braccio, senza alcuna lacerazione, fisica o emotiva. Ero integra, presente e consapevole, come forse non lo sono stata mai.


Per mia figlia, perché l'ho sentita farsi strada dolcemente ma con decisione, senza combattere con resistenze esterne che non fossero fisiologiche o necessarie. Per la sorella maggiore, che ha vissuto e condiviso la potenza di sua madre e che spero possa crescere Donna con la consapevolezza di quanta potenza le sia propria.

 

Avevo al collo la dea presa al tuo workshop, insieme a una pietra di luna. Al polso la cordina con il sassolino forato del nostro cerchio.

 

Il racconto di Adele, la sua ostetrica

 

Ripensare ad una nascita è sempre qualcosa di emozionante, soprattutto dopo qualche mese quando i ricordi “clinici e tecnici” lasciano lo spazio agli odori, ai suoni, agli sguardi, al silenzio.

 

E così torno con la mente a quel 31 marzo quando Ester Luce ha deciso di iniziare il viaggio verso la nascita. Con la sua mamma avevamo fatto un percorso in gravidanza ma oggi sento che il momento di unione e profonda fiducia è stato condividere un cerchio di Donne Danzanti, un cerchio di Sorelle, il cerchio di Singing Birth.

 

Selene era a 36 settimane e in quel cerchio ho visto in lei la dolcezza, la grinta, ho visto l’acqua, il fuoco, l’aria e la terra ho sentito la sua forza e quella di Ester Luce. Dopo neanche un mese ci siamo ritrovate in Casa Maternità. Era il 31 Marzo ed era arrivato il momento magico di custodire la Nascita.

 

Quella mattina Selene mi chiamò dicendomi che qualcosa stava iniziando ma che sapeva ci sarebbe voluto ancora un po’… Abbiamo comunque deciso di stare insieme. Le contrazioni erano molto irregolari, le onde ci stavano dando tempo, il tempo di una colazione, di una bella passeggiata, il tempo di un pranzo e ancora… Il tempo di comprare i fiori per la nascita, il tempo di infuocarci ballando una pizzica, il tempo di un massaggio ai piedi e di un rilassamento e da lì arriva un pensiero… voler stringere al cuore Nicole, la sua bimba “grande” che la mattina era stata portata dai nonni.

 

E così arriva anche Nicole, nel frattempo il sole è tramontato, è ora di cena e penso che Fabrizio, Nicole e Selene abbiano bisogno di starsene un po’ insieme. Si ordineranno una pizza e ci sentiremo quando le onde diverranno più intense. Ma faccio giusto in tempo a tornare a casa che arriva la telefonata di Fabrizio. Rispondo e sento in sottofondo Selene che canta e vocalizza…ci siamo!

 

Entro in casa maternità, Selene sta cantando con in braccio Nicole, “Om Asatoma Sadgamaya Tamasoma Jyotir gamaya Mrityorma Amri-tam-gamaya”. In sottofondo il suono dell’acqua che riempie la vasca. E in quel momento penso che poter ammirare la bellezza di una donna che sta dando alla vita sia un privilegio unico.

 

Selene entra in vasca e Nicole la ricopre di fiori.., come una Dea (Ina May Gaskin ha proprio ragione!). Con Emanuela e Francesca veglio su di loro. Selene è centrata, presente, in totale connessione con il suo corpo e con la sua bimba, sa cosa sta accadendo e con una voce dolce e delicata la chiama, ci guarda e ci dice che Ester Luce sta arrivando… Ed è così, “accompagnala con fiducia e amore” le mie uniche parole.

 

Poche contrazioni e Ester Luce è tra le mani della sua mamma che la accolgono e la guidano fuori dall’acqua. Ester piange, forse canta, Nicole è incantata “la mia sorellina è arrivata dall’acqua”, Fabrizio è emozionato e saldo. Quella scena è impressa a fuoco nella mia memoria, la fotografia della Vita, della Nascita rispettata, della forza delle Donne, del sostegno del compagno, dell’amore delle sorelle. Una nascita cantata che guarisce e che colma il vuoto di tutte quelle nascite ancora non custodite, violentate, abusate. Grazie Selene, grazie Ester Luce, grazie Nicole e Fabrizio.

 

“Credo che un inizio della vita dolce e sano sia il vero fondamento di una vita felice. La pace del mondo può venire costruita, cominciando oggi, un bambino alla volta”. Ibu Robin Lim

 

Racconto di Francesca, la sua doula

 

Ester è arrivata tra noi come una potentissima stella. Ho avuto l'onore di essere presente durante il suo arrivo. Quanta energia si sentiva… tanto che non si poteva fare a meno di sentirla a distanza.

 

Prima ancora di sapere che Selene fosse in travaglio sentivo che qualcosa stava accadendo, così ho contattato Adele, la sua ostetrica, per sapere come stavano e da lì tutto è stato incredibile veloce. Sono corsa in casa maternità per occuparmi principalmente della sorellina Nicole che era presente. Che meraviglia poter vedere come una bimba di 3 anni e mezzo già sapesse tutto: cercava di non ascoltare il canto della madre, forte e potente - eravamo già in fase di travaglio attivo.

 

Selene vocalizzava in modo forte, conteneva la voce inizialmente per lasciare spazio al dolore con grida liberatorie. La bimba non sembrava turbata, voleva restare in disparte, come se si estraniasse da questo canto. La cosa bella è stata che in tutto ciò continuavamo a disegnare. Lei all'inizio aveva disegnato un albero di cuori, ogni cuore era uno di noi in quella casa. Ad un certo punto dice: “questa è Selene, questa è Nicole e questa è la mamma”. Mi ha commosso vedere come avesse sdoppiato la sua mamma. Aveva proprio visto: una era la sua mamma che salutava e l'altra la sua nuova mamma, mamma anche di Ester.

 

 

 

Il silenzio l'aveva colpita molto più di tanti canti e urla. Non appena nata Ester anche lei ha voluto farsi sentire, ha cantato a modo suo anche lei. Il pianto della sorellina è diventato qualcosa di troppo forte da gestire per Nicole, ha voluto isolarsi dicendo che "La sorellina piange perché la mamma è troppo stonata!". Era arrabbiata ma ha trovato il modo di darsi delle spiegazioni per far sì che la rabbia e la paura non colpissero direttamente le persone che amava.

 

Prima che arrivasse Ester, Nicole non voleva cantare, mentre quando la sorellina è arrivata, con tutta la sua voce, anche Nicole ha sentito il bisogno di tirare fuori la sua e da lì abbiamo cantato. Un canto dolce, come una ninna nanna… era una canzone che conosceva lei, io la canticchiavo seguendola. La piccola Nicole ha saputo capire dalla voce della madre e della sorella molto più di quanto le parole non sapessero esprimere.

 

La placenta ci ha messo un po’ ad uscire. Anche Selene forse non voleva lasciar andare del tutto. La nuova situazione faceva paura - la nuova creatura, rivivere qualcosa di già vissuto, sentirsi inadeguata, tradire Nicole..? Nonostante tutto ha saputo avere pazienza e aspettare, con i suoi tempi. In quel lungo momento Selene è stata davvero forte e coraggiosa a lasciar andare.

 

 

 

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