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[it] Singing birth: una risorsa per madri e per custodi della nascita

June 25, 2018

L’uso della voce in relazione alla maternità e nascita è innato e coltivato dagli esseri umani per decine di migliaia di anni. Oggi crescono le evidenze scientifiche sulla bontà del canto materno, una risorsa salutogenica per madri e per bambini, che riconoscono a reagiscono alla viva voce dalla madre maggiormente rispetto agli altri stimoli acustici, persino nel grembo. Ho scritto di recente un capitolo per il libro “Music of Motherhood: History, Healing, and Activism”, dove affronto l’argomento del ruolo della voce materna e di come essa influisca sul nostro modo di essere umani, sulla nostra capacità di relazionarci sin dalla prima esistenza in utero.[1]

 

La voce della madre aiuta a crescere, a nascere e a diventare esseri umani. Genevieve Vaughan nel suo libro “The gift in the heart of language” [2] descrive con minuziosa precisione l’apporto materno all’apprendimento del linguaggio: i bambini imparano a usare la loro voce interagendo con la voce melodiosa della madre – nella modalità del dono. L’interazione vocale tra la bambina o il bambino e la madre è un mutuo dono che genera piacere, divertimento e grande soddisfazione per entrambi, permettendo contemporaneamente di sviluppare i “neuroni specchio” che poi ci permetteranno di “sintonizzarci” con gli altri esseri umani e “sentire” quello di cui hanno bisogno anche senza lo scambio di parole. Come siamo state abituate dalla nostra madre. Nelle situazioni in cui lo scambio melodico non avviene, o avviene poco, questo si ripercuote sulla vita e sulla capacità relazionale della persona.

Il canto materno facilita le stesse madri nell’affrontare le difficoltà di un compito che oramai ricade solo sulle loro spalle e ha effetto anche nei casi di depressione post-partum, per le donne che hanno vissuto maggiori traumi. Uno studio di recente pubblicazione dimostra che l’interazione melodica tra la madre e il bambino o la bambina ha effetti benefici non soltanto sul bonding ma anche sulla salute mentale materna.[3] Il canto materno aiuta il neonato a gestire gli eventi fisiologici che riguardano il suo corpo, rallentando la frequenza cardiaca, aumentando la saturazione di ossigeno e l’apporto calorico, e diminuisce il numero degli eventi critici nelle unità di terapia intensiva neonatale (UTIN). Il canto può modulare il livello di cortisolo nei neonati e ridurre lo stress fisiologico. Gli effetti del canto sono importanti anche per la madre. Gli studi dimostrano il miglioramento nel comportamento tra la madre e il neonato, nella comunicazione e nella gestione dell’ansia. Uno studio longitudinale, condotto in Italia dall’ostetrica e ricercatrice Giuseppina Persico, ha dimostrato che le donne che cantavano (le ninna-nanne) ai loro bambini fino ai tre mesi dopo il parto avevano un migliore attaccamento madre-bambino e un livello di stress percepito minore. [4]

 

 Dal 2013 conduco seminari di “Parto Cantato” (Singing Birth Workshops, www.singingbirth.com), dedicati all’uso della voce nella maternità e nascita. L’obiettivo principale dei SBW è di far ricordare alle donne la loro voce, di renderle forti nella loro innata abilità di godere del proprio corpo e partorire con il sorriso. Durante i seminari utilizzo il racconto, la ritualità, la danza, gli esercizi vocali, le vocalizzazioni semplici e un repertorio di ninna-nanne, mantra e canzoni in lingue diverse. Uso un metodo esperienziale attraverso il quale guido le partecipanti a percepire la voce all’interno del proprio corpo, di mettere in pratica l’embodiement del canto, ossia di sentire con tutto il corpo l’esperienza e la manifestazione della voce. Insegno a non prendersi troppo sul serio e a godere del canto fino a sentire vibrare la propria Yoni (l’apparato genitale). Ai seminari partecipa sempre un gruppo misto di donne, madri e non madri, di tutte le età e professioni, in particolare quelle direttamente legate alla nascita (ostetriche, doule, educatrici perinatali, istruttrici di yoga ecc.). Occasionalmente, partecipano anche i partner oppure i bambini.

 

Ricevendo i riscontri dalle partecipanti, ho notato che il canto crea un legame sul momento, un senso di “sorellanza” che dura nel tempo: una percezione d’intimità, di attaccamento al gruppo e di fiducia condivisa con altre donne. Questa sensazione accompagna le donne anche dopo, quando sono da sole, quando partoriscono e quando si ritrovano con i loro bambini in braccio. Molte volte, le partecipanti condividono il repertorio di canzoni e ninna-nanne nella loro lingua madre ed io le passo ad altre donne nei seminari successivi, intrecciando le voci e le esperienze da un luogo all’altro. Nel repertorio SBW vi sono canzoni in turco, basco, croato, gaelico, balinese, italiano, inglese, sanscrito.

 

Vorrei poter dire che tutte le donne che partecipano al SBW partoriscono in modo incantevole, sereno, naturale, spontaneo, fisiologico, eutocico. Vorrei poter assicurare a tutte le donne che il canto libera da ogni male e che la sorellanza le salverà da tutto e da tutti, persino da loro stesse. Ma non è così. Il parto è un evento complesso, dove tante variabili danzano ad un ritmo sconosciuto. Quello che il seminario però lascia in dono è la forza di andare avanti, un repertorio di canzoni, di sensazioni, di ricordi fisici profondi che accompagnano la donna nel suo percorso di "salutogenesi" (secondo Aaron Antonovsky),[5] che non è "salute" ("stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia", OMS), ma la capacità di ogni individuo di reagire alle avversità che la vita gli riserva, di ricostruire un "senso di coerenza" davanti ai tanti "stressori" che possiamo incontrare nella vita, in questo caso nel percorso della maternità e nascita.

 

 “Appena tornata dal corso ho letto il tuo fantastico libro e viaggiavo con la mente fantasticando su come poteva essere il mio parto. Mi sentivo piena di energie e voglia di tener fra le braccia il mio pupetto. Quando, a sorpresa, mi hanno ricoverata, ho sentito il rumore della pioggia e fra me e me, nonostante la paura mi sentivo tranquilla e sapevo la tua voce vicina. Pensavo che tutto stava andando proprio come avevi descritto. Purtroppo la situazione nell'arco di due giorni è un po' degenerata e tutta la natura che c'era in me è stata spazzata via... Forse per il sistema italiano. Forse per le mie antenate. O forse per semplice destino. Fatto sta che alla fine han aperto il pancino e tirato fuori il mio fiorellino. E così, il 25 marzo, proprio lo stesso giorno di suo padre, è nato il piccolo Enea! Ripenso alla mia gravidanza e mi sembra un sogno... Giornate a leggere e ascoltar musica... Giornate passate a mangiare, passeggiare e chiacchierare... Giornate passate a viaggiare... e giornate passate a cantare... Cantare sconosciute ma allo stesso tempo cosi famigliari. Grazie ancora di tutto. È incredibile, ripensando al nostro incontro chiudo gli occhi e sento il calore di quelle voci sconosciute che mi portano a danzare avvolte in una sensazione segreta e magica che si può definir passione. È cosi bella sentirla viva...” Eva

 

Il canto delle madri nel cerchio di SBW rimane con le donne quando tornano a casa, diventando una risorsa intima e potente, alla quale possono attingere nei momenti difficili. La sorellanza del coro si attiva ogni volta che le canzoni che abbiamo cantato insieme sono ricantate, permettendo al corpo e all’anima di recuperare le forze. Possiamo chiamarlo empowerment, ma a me piace definirlo "resilienza materna secolare".

 

 “Alle 16 ero in ospedale convinta di non poter sopportare più le contrazioni... Chiedevo un'epidurale... ma ero già 7 cm e quello che sentivo era già il premito... e invece dell'epidurale ho vinto un biglietto di ingresso per il Centro Nascita Alternativo, ma non mi interessava dove avrei partorito, potevo partorire ovunque perché avevo già incontrato il mio angelo, l'ostetrica Marta, giovanissima e "anziana" allo stesso tempo, mi sono subito innamorata e mi sono accorta che non ascoltavo più niente tranne il mio corpo e la sua voce, sentivo la presenza di mio marito che mi rassicurava ma guardavo solo i suoi  occhi, è stato bellissimo lasciarsi andare alla completa fiducia... E ho pensato che era un abbandono simile a quello che avevo provato durante la nostra esperienza con Elena! Siamo arrivate a fare le galline tutte insieme senza chiederci cosa stessimo facendo perché avevamo aperto tutte le porte, rotto tutte le barriere, stipulato il contratto di fiducia... Vedevo come tutte cercavamo lo sguardo di Elena che ci trasportava in un mondo di condivisione e di amore... Questa volontà di abbandono è innata e naturale spesso la nascondiamo per proteggerci... Ma è sempre lì pronta a venir fuori con le persone giuste al momento giusto... ed è subito magia! Ho iniziato a spingere alle 17... Avrei voluto cantare ma non c'è stato tempo alle 18.15 è nata Marianna, 3220 g e 50 cm, già urlava solo con la testa fuori e le spalle ancora dentro... La musica era comunque protagonista cantavo dentro di me le canzoni del cd che avevo portato... era la colonna sonora del nostro matrimonio! Secondo me ad Elena piacerà sapere che mentre suturavano la mai lacerazione passava Blitzkrieg Bop dei Ramones! Un abbraccio a tutte e grazie dell'energia che mi avete trasmesso, l'ho usata tutta!” Fiore

 

 “Le contrazioni andavano e venivano. Ho percepito un cambiamento interno e ho capito che si stava preparando il collo dell'utero. Alla visita, infatti, risultava centrale e dilatato di 3 cm. Ma sentivo poco fuoco dentro, e allora abbiamo ballato la pizzica. Un ballo liberatorio e magico, per lasciarsi andare completamente. E pian piano quelle contrazioni sono diventate più forti. Allora ho ricordato le tue parole “misura le contrazioni usando le battute della tua canzone preferita”. E ho iniziato a cantare anch'io. Non potevo non cantare, era più forte di me. Stavo in piedi, ondeggiavo, e quando sentivo salire l'onda iniziavo a cantare il mio mantra preferito, Om Asatoma. Cantavo il mio mantra e superavo l'onda, ma ad ogni onda riuscivo a cantar meno consonanti prima di arrivare a quella lunga AAAAAAAA che lasciava andare ogni fibra del mio corpo alla forza dell'onda, senza alcuna resistenza. È durato poco il mio travaglio, un paio d'ore. Fin quasi alla fine ero insieme a mia figlia, lei cantava con me, con gioia, mentre lanciava fiori nella vasca che stava lentamente riempiendosi d'acqua calda per accoglierci nella fase finale. Il fuoco si era acceso e tutto andava veloce, tanto che verso la fine non vedevo l'ora di trovare sollievo nell'acqua, che mitigasse un po' quelle onde impetuose ma mai violente. Sono state tre le onde finali, e la mia Ester Luce è nata, ancora accompagnata da un canto che alla fine era solo una vocale. Io ti ringrazio, non avrei potuto sperare in un parto migliore. Per me, perché l'ho vissuto e goduto fino in fondo, e sono uscita dall'acqua, con la mia creatura in braccio, senza alcuna lacerazione, fisica o emotiva. Ero integra, presente e consapevole, come forse non lo sono stata mai.”  Selene

 

 Oltre a cantare, svolgo l’attività di advocacy per l’assistenza alla maternità rispettosa e contro la violenza ostetrica. Ho ideato e coordinato la campagna social “#bastatacere: le madri hanno voce” e ho fondato l’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia. Sono iscritta alla lista dei portatori di interessi presso la Camera dei Deputati, dove svolgo attività di pressione (a titolo gratuito) per i diritti delle partorienti e dei neonati. I giornalisti mi chiamano la “lobbista del parto cantato”. Il mio desiderio è di formare il personale sanitario ospedaliero ad utilizzare la potenzialità del canto per offrire alle donne e ai neonati un’assistenza più rispettosa, competente e amorevole, come auspicato dall’OMS, che nelle ultime linee guida inserisce la musica e la modulazione della voce nelle raccomandazioni per la gestione del dolore.[6] Il canto è una risorsa anche per gli operatori che spesso soffrono a causa delle condizioni di lavoro disumane nelle quali svolgono la loro attività e non hanno modo di “riprendersi” e di gioire insieme del miracolo della nascita.

 

Il prossimo seminario Singing Birth si terrà a Milano, il 22-23 Settembre 2018. Per iscrizioni: info@semidime.com 

  

NOTE

 

[1] M. Joy Rose, Lynda Ross, Jennifer Hartmann, Music of Motherhood: History, Healing, and Activism, Demeter Press, Bradford, 2017.

[2] Genevieve Vaughan, The gift in the heart of language. The maternal source of meaning, Mimesis, Milano, 2015.

[3] Daisy Fancourt e Rosie Perkins, “The effects of mother–infant singing on emotional closeness, affect, anxiety, and stress hormones”, Music & Science, Volume 1: 1–10, SAGE, London, 2018.

[4] Persico, G., Antolini, L., Vergani, P., Costantini, W., Nardi, M. T., & Bellotti, L. (2017). “Maternal singing of lullabies during pregnancy and after birth: Effects on mother–infant bonding and on newborns’ behaviour. Concurrent Cohort Study”, Women and Birth, 30, pp.214–220, 2017. doi:10.1016/j.wombi.2017.01.007.

[5] Aaron Antonovsky, Unravelling the mystery of health. How people manage stress and stay well, Jossey-Bass, San Francisco, 1987

[6] WHO, WHO recommendations. Intrapartum care for a positive childbirth experience, WHO, Geneva, 2018.

 

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